credito d'imposta per investimenti pubblicitari bonus pubblicità Cura Italia

Rimodulato al 30% il credito di imposta per gli investimenti pubblicitari effettuati nel 2020

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Il credito d’imposta per investimenti pubblicitari introdotto dall’art. 57- bis del DL 50/2017 subisce una nuova modifica, seppure straordinaria, introdotta dall’art. 98 co. 1 del decreto “Cura Italia”, atto normativo contenente le misure di sostegno alle imprese che stanno attraversando questo periodo molto difficile.

Le novità introdotte dal decreto “Cura Italia” sul credito di imposta per investimenti pubblicitari

 

Il periodo di invio della c.d. domanda di “prenotazione” del credito è posticipato al mese di settembre 2020, tra il 1° e il 30 del mese, rimanendo comunque valide le domande telematiche già inviate o che saranno inviate nella finestra temporale originaria tra il 1° e il 31 marzo 2020; credito di imposta spese pubbicitarie 2020 data presentazione domande
La misura dell’agevolazione è ridotta al 30%, ma cambia la base di calcolo; credito di imposta spese pubblicitarie 2020 del 30%
La base di calcolo è rappresentata dal complesso degli investimenti pubblicitari effettuati nel 2020 e non più nella misura incrementale rispetto all’anno precedente. Credito di imposta per investimenti pubblicitari 2020

Chi ha diritto al credito di imposta per investimenti pubblicitari

Per quanto non derogato dalla previsione straordinaria contenuta nel suddetto decreto, rimangono valide le precedenti disposizioni.

Pertanto, non varia la platea dei soggetti destinatari dell’agevolazione, che sono:

  • le imprese o lavoratori autonomi, indipendentemente dalla loro natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato
  • gli enti non commerciali.

Non subiscono modifiche nemmeno gli investimenti agevolabili che, si ricorda, riguardano le spese effettuate per:

  1. L’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, effettuati esclusivamente su giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea ovvero editi in formato digitale, che risultano iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il registro degli operatori di comunicazione e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile;
  2. Investimenti in emittenti televisive e radiofoniche locali – analogiche o digitali – che risultano iscritte presso il registro degli operatori di comunicazione;

Sono ESCLUSE dagli investimenti ammissibili:

  1. Le spese sostenute per l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi;
  2. Le spese per la trasmissione o per l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite in denaro, di messaggeria vocale, chat-line;
  3. Le spese accessorie, di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad essa funzionale o connessa.

Come organizzare gli investimenti pubblicitari in vista del 2021

Quest’ultima modifica introdotta dal legislatore consente di fare alcune riflessioni soprattutto in vista di eventuali investimenti pubblicitari previsti per il prossimo anno (2021).

Si ricorda che il Dipartimento Informazione ed Editoria, nel rispondere alle domande sul bonus pubblicità 2018 e pubblicate poi sul sito, affermava che non potevano accedere al credito l’imposta quei soggetti che nell’anno precedente non avevano sostenuto spese in investimenti pubblicitari ed erano parimenti esclusi i soggetti che abbiano iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale si richiede il beneficio. Ad esempio, chi non sostiene spese di pubblicità nel corso del presente anno d’imposta – 2020 – ancorché nel prossimo anno 2021 effettui investimenti pubblicitari, non potrà usufruire del credito d’imposta pari al 75% degli investimenti incrementali, perché di fatto nell’anno precedente non ha sostenuto spese agevolabili.

Credito di imposta investimenti pubblicitari da sfruttare nel 2021

Per ovviare a questo problema, constatato che la novità “straordinaria” introdotta dal decreto “cura Italia” permette ad oggi di agevolare tutti gli investimenti pubblicitari (che dovranno naturalmente rispettare i requisiti oggettivi poc’anzi descritti), potrebbe risultare d’interesse sostenere per l’anno 2020 un piccolo costo/investimento pubblicitario, in modo da consentire l’accesso all’agevolazione per le spese incrementative che verranno sostenute nel 2021, neutralizzando di fatto l’esclusione evidenziata dal dipartimento dell’informazione ed editoria ed, inoltre, di godere di un beneficio anche sulle spese sostenute nell’anno in corso.

 

Naturalmente la misura limitata dell’attuale credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute nel 2020, soprattutto in un momento in cui la liquidità finanziaria sta subendo una forte contrazione, non ha un forte appeal però, nell’ottica di poter usufruire di un maggior beneficio nell’anno futuro, consistente nel riconoscimento di un credito d’imposta pari al 75% delle spese incrementali rispetto al 2020, è una riflessione da prendere in considerazione.

Si evidenzia, tuttavia, che questa opportunità risente di due limitazioni:

  1. È necessario che non vi siano ulteriori interventi modificativi da parte del legislatore che intervengano sulla disciplina strutturale (a regime) del credito per investimenti pubblicitari;
  2. Che le risorse stanziate per tale agevolazione non seguano il trend in calo. Si rammenta che per il 2018 la somma assegnata per la seguente misura agevolativa ammontava ad euro 62,5 mln e, a fronte di un credito promesso pari al 75%/90% delle spese incrementali, i soggetti beneficiari hanno ricevuto un credito effettivo pari a circa il 30%. Per l’anno 2019, le somme messe a disposizione sono dimezzate, ovvero 27,5 mln di euro. C’è il rischio che la bontà dell’agevolazione sia vanificata dall’esiguità delle risorse messe a disposizione visto che, in caso di insufficienza delle risorse disponibili rispetto alle richieste ammesse, il credito è ridotto proporzionalmente tra tutti i richiedenti.

La documentazione da presentare per richiedere il bonus pubblicità

Infine, dopo aver prenotato il credito previa presentazione telematica nella finestra temporale dal 1° al 30 settembre 2020, sarà necessario ricordarsi di inviare la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati per dichiarare che l’importo indicato in “prenotazione” è stato effettivamente sostenuto e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti, il cui termine di presentazione telematica è rimasto invariato, ovvero, dal 1° al 31 gennaio dell’anno 2021.

È bene ricordare che tra la documentazione da conservare vi è anche l’attestazione prevista dall’art. 4, co. 2 del DPCM n. 90 del 16/05/2018. Quest’ultima, da redigere in forma libera, prevede che l’effettuazione delle spese sia attestata da un soggetto legittimato a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti ai sensi dell’art. 2409-bis del C.c..

 

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