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Italia Oggi intervista Enrico Comparotto. AI, Deepfake e Diritto d’Autore

L’avvocato Enrico Comparotto su Italia Oggi ha messo in luce l’incidenza significativa di un massivo utilizzo di chatbot e sistemi di intelligenza artificiale e l’approccio legislativo necessario per contrastare il fenomeno allarmante dei deepfake.

Nel suo intervento, ha definito il deepfake come un fenomeno emergente di rielaborazione manipolatoria di immagini e filmati, spesso utilizzato per scopi illeciti, come la distorsione di discorsi politici, la diffusione di fake news, gli usi denigratori.

La parola deepfake è un neologismo nato dalla fusione dei termini “fake” (falso) e “deep learning” (metodo di apprendimento profondo delle intelligenze artificiali) che ha fatto la sua prima apparizione nel 2017 su Reddit.com (social network e sito di notizie in cui i membri registrati possono pubblicare contenuti di tutti i tipi, come post o link diretti).

Secondo l’avvocato, nel contesto italiano, oltre alle tutele generali fornite dalla Carta Costituzionale, esistono specifici strumenti di salvaguardia contro l’uso illecito dell’immagine altrui, come nel caso del revenge porn, previsto e punito dall’art. 612-ter del Codice Penale. Ha inoltre sottolineato il ruolo del Garante per la Protezione dei Dati Personali, un’istituzione chiave nella prevenzione di abusi legati all’utilizzo di queste tecnologie.

Ma sarà senza dubbio la tanto attesa entrata in vigore dell’Artificial Intelligence Act nell’Unione Europea, a segnare una svolta fondamentale nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, attraverso la categorizzazione dei vari sistemi di AI in base al loro rischio potenziale (risk based approach).

In chiusura l’avv. Enrico Comparotto ha voluto ricordare una riflessione ispirata da Isaac Asimov e ripresa dagli esperti del MISE, secondo cui l’intelligenza artificiale, in sé, non è né buona né cattiva: il suo impatto dipende dall’uso che ne viene fatto. Questa considerazione evidenzia l’importanza di un approccio equilibrato e consapevole nell’uso delle tecnologie AI, che consenta di soppesarne benefici e rischi potenziali.

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