Su Il Sole 24 Ore, agricoltura e concessioni sotto esame nel nuovo codice antimafia

Oggi su Il Sole 24 Ore – Focus Norme & Tributi, con Claudio Ceradini, Enrico Comparotto e Martino Vinco, ho potuto fare il punto su alcune delle novità introdotte dalla riforma del Codice Antimafia.

In particolare mio sono occupato di segnalare le precisazioni operate dal Legislatore in relazione agli obblighi, ai soggetti destinatari delle documentazione e relative procedure di controllo antimafia.

La disciplina relativa alla documentazione antimafia, contenuta nell’art. 84  e segg. del D.lgs. 159/2001 ed entrata in vigore il 13.02.2013 con il D.lgs. 218/2012, è stata integrata dalla recente novella legislativa relativa al Codice Antimafia. In particolare  l’art.  2, integra il citato articolo 84 del D.lgs. 159/2011 al comma 4) lettera a) quanto all’elenco dei reati che comportano l’emissione di una informazione antimafia interdittiva con l’art. 603 bis c.p. rubricato Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, più comunemente detto “caporalato”, tipico di zone ed attività ad alto tasso di incidenza mafiosa. L’art. 25  modificativo dell’art. 83,comma 1, D.lgs. 159/2011, impone di richiedere la documentazione antimafia ai concessionari di lavori e servizi pubblici (precedentemente si faceva riferimento generico ai concessionari di opere pubbliche) ed al comma 3 dello stesso articolo, ha statuito l’esclusione di tale obbligo “per provvedimenti, atti e contratti il cui valore complessivo è inferiore ai 150.000 euro” elidendo il riferimento al concetto di erogazione presente nella normativa previgente. È stato poi inserito un comma 3 bis che prevede come obbligatoria l’acquisizione della documentazione antimafia anche nell’ipotesi di concessione di terreni agricoli e zootecnici demaniali che ricadano nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo, nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, che usufruiscano di fondi europei. Quanto alle procedure di verifiche antimafia, disciplinate dall’art. 85 del D.lgs. 15/2011, il recente intervento normativo (art. 27)  ha completato il comma 2) lettera b) in tema di consorzi prevedendo l’obbligo di verifica non solo per ciascuno dei membri dell’organo di amministrazione ma per i singoli consorziati, ricalcando quanto previsto per i soci di società di persone. E’ stato infine integrato l’art. 91 del D.lgs. 159/2011 rubricato “Informazioni Antimafia” con il nuovo comma 1 bis prevedendo l’obbligo di richiedere l’informazione antimafia nell’ipotesi di concessioni di terreni agricoli che ricadano nell’ambito dei regimi di sostegno prevista dalla politica agricola comune, a prescindere dal loro valore complessivo nonché su tutti i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti che usufruiscano di fondi comunitari.

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Già ufficiale nel Corpo della Guardia di Finanza, ed avendo collaborato come avvocato con primari studio nazionali, ha maturato ampia esperienza nell’assistenza alle imprese per le problematiche legate al diritto ambientale (rifiuti, acque, iter autorizzativi) sia per la consulenza che nella difesa processuale penale. La stessa attività svolge con riguardo alla materia delle sicurezza sui luoghi di lavoro. Si occupa in genere di assistenza per questioni legati alla responsabilità di impresa (deleghe di funzioni, modelli 231 in materia ambientale). Ha maturato esperienza nell’ambito della formazione quale docente a corsi per responsabili tecnici per impianti di gestione rifiuti, quale relatore a convegni in materia ambientale e quale formatore per corsi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ha svolto la funzione di Tutor in alcuni Master universitari post lauream ed attualmente tiene lezioni monografiche presso istituti universitari nelle materie di competenza.

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